Una sala gremita e fortemente simbolica, Sala Degli Anziani di Palazzo Moroni, ha ospitato giorni fa (25 ottobre 2025), la conferenza autunnale dell’ Associazione “Gutta Cavat Lapidem”
Parlando di Diritti inviolabili (diritto alla vita dal concepimento alla fine naturale, diritto all’ integrità personale, alla salute, al lavoro, all’ educazione…), il presidente dell’Associazione Luca Busson ha richiamato la natura dell’ essere umano, attratto dall’ Infinito, creato per amare ed essere amato. Ma i diritti inviolabili, così strutturalmente legati a tale natura, possono essere calpestati; di qui l’ indignazione che riecheggia quella del grande latino Lucrezio (1° secolo a.C.) nel “De Rerum Natura”.
Il Procuratore della Repubblica di Rovigo, Manuela Fasolato, ha focalizzato l’ attenzione degli Studenti su qualcosa di diverso dal singolo reato, il cortocircuito. Un esempio di cortocircuito organizzativo è la costrizione fisica dei malati, pratica umiliante e lesiva della libertà individuale, diffusa in molti ospedali e strutture socio sanitarie italiane, pratica condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell’ Uomo nel 2024, con la sentenza Lavorgna contro Italia. In ambito ambientale poi, il diritto inviolabile alla salute deve essere tutelato da diversi pericoli tra cui l’ iniziativa economica (articoli 9 e 41 della Costituzione, modificati).
Evocando i Costituenti (Dossetti), Carlo Citterio ha lanciato un accorato appello, contro l’ inganno e l’ asservimento, auspicando che la Costituzione diventi amica di ogni cittadino. Contro il rischio dell’ ipocrisia, la fruibilità del diritto allo studio, ad esempio, va fatta con strumenti efficaci (borse di studio) affinchè ciascun giovane desideroso di formarsi attraverso la scuola e l’ università non possa veder naufragare la propria aspirazione da ragioni meramente economiche. Oggi pero’, secondo il Giurista, la funzione di garanzia del giudice è messa in discussione dall’ attuale proposta di riforma della Magistratura.
Giorgia Pinelli, pur da remoto, grazie alla squadra tecnica di Roberto Giannese, ha sviluppato in modo fortemente analogico il nesso tra Persona e Potere, partendo da Atene antica ove il cittadino ha diritto di parlare pubblicamente per il solo fatto di appartenere alla città, per giungere, attraverso le modifiche del pensiero e lo scorrere del tempo, al superamento del concetto di individuo-numero dei regimi totalitari (nella Francia del ‘700 vigeva il detto: “Signori, si va alla guerra perché al re piace così”), all’ idea moderna di cittadino-persona, figlio di una storia e di una terra, dell’ Italia e dell’ Europa …
Quindi il dibattito, introdotto da Chiara Bolzonella, Docente dell’ Istituto superiore Valle, presente in forze con ben quattro classi (due quarte e due quinte) ed i Docenti: Chiara Gui, Vieno Giorgia, Pagliuso Lorenzo, Arena Concetta, Baldin Michela.













Qui sotto il video della conferenza:
