Eutanasia veneta: è legge!

Nel giorno della Natività di Maria, 8 settembre (ma a chi interessa tale coincidenza?), il legislatore veneto ha approvato con schiacciante maggioranza (32 sì, 14 no, 5 astenuti), la legge sul suicidio assistito. La legge é fatta, viva la legge, si dice!
C’é chi ride, chi piange, chi é triste, chi fa dichiarazioni sofistiche, chi parla con chiarezza.
“La legge non introduce il suicidio assistito” sentenzia uno, no, stabilisce solo il diritto ad una tazza di caffelatte freddo a tutte le persone problematiche per età o patologia prima di togliere il disturbo, con l’ aiuto del servizio sanitario pubblico.
“E’ una proposta non di un partito, ma un diritto di tutti perché previsto dalla Costituzione” afferma un altro. E cosa c’é più della Costituzione?
C’é anche chi spara quattro acche in inglese ”I temi etici sono una no fly zone”, nel senso che la mia opinione vale quanto la tua; affermazione ridicola perché totalmente al ribasso, dato il valore dei temi.
Ma c’è anche chi si addentra nel terreno della valutazione morale, tirando in ballo il male minore da preferire al male (maggiore).
C’é, infine, chi parla chiaro (il Patriarca di Venezia), esprimendo amarezza per la scelta del Consiglio regionale. E così il cerchio si chiude: in quasi cinquant’ anni, 1978-2026, la cultura radicale, sempre scarsa di risultati elettorali ma straordinariamente pervasiva sui media e nelle istituzioni che contano, mette a segno in maniera definitiva l’ ultimo tassello normativo, sempre nella logica dell’ autodeterminazione assoluta.

Rovigo, settembre 2026

Luca Busson

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